
Io odio fare la spesa. E odio ancora di piu’ farla con mia madre e mia sorella. Perchè ci vai, allora?….. direte voi, perchè mi tocca!…. Rispondo io. Quando la diletta madre va a fare la spesa è solita trascinarsi qualcuno della famiglia, se poi la spesa è di quelle abbondanti la scusa è ovvia: servono braccia per i pacchi! Ma il carrello? direte voi…… Che c’entra, vi risponderebbe la diletta madre, quello è per girare ma poi i sacchetti chi li mette in macchina? Inutile obiettare che si tratta solo di sollevarli dal carrello e metterli uno ad uno nel portabagagli: se la diletta madre ha deciso che le serve aiuto non c’è ragione, discussione o spiegazione che tenga. Sorge, dunque, la seconda obiezione: se si porta dietro tua sorella perchè ci vai anche tu? Semplice!…. Perchè la leggiadra sorella, sempre pronta a rivendicare l’equità del gentil sesso, di fronte alla prospettiva di far una qualsiasi fatica dismette subito i panni dell’impavida combattente per rivestir subito quelli del sesso debole che si rifà ai maschietti per i lavori pesanti. Sottolineo che per lei tutti, e sottolineo “tutti” tre volte, i lavori sono pesanti. Traetene le ovvie conclusioni.
Ma allora perchè viene con voi a fare la spesa? Chiederete voi. Per aiutare la diletta madre nelle giuste scelte, risponderebbe lei. Perchè le disgrazie non vanno mai sole, rispondo io. Mia madre, invece, non risponderebbe, contenta di avere i figli con sè anche se solo per la spesa.
Ecco quindi i tre pronti a scendere nell’infernale baratro dell’ipermercato, gioia e delizia di migliaia di massaie che vi imperversano con sguardo allucinato ed espressione inebetita. Loro due davanti e io dietro, col carrello, ovviamente. I lavori pesanti toccano ai maschietti, ricordate?
E così, tutti e tre facciamo il nostro ingresso nell’antro delle massaie, ognuno col suo ruolo: io quello di spingere il carrello che pian piano va riempiendosi, la diletta madre quello di fare la spesa e la leggiadra sorella …… già, la legguadra sorella che fa? Semplice! Prende le cose che mia madre posa nel carrello, critica leggendo le etichette e le riposa disgustata, mia madre che è democratica e di sinistra, invece di mandarla gentilmente a quel paese urlandole dietro che fa? Instaura con lei una democratica discussione mentre rimette dentro ciò che mia sorella ha appena tolto. Per cui se dobbiamo comprare dell’emmenthal, passiamo al settore formaggi almeno un’ora dove loro discutono animatamente di additivi, latte, calcio, eccipienti ed altro, io sbuffo e muggisco come un toro che vede sempre piu’ rosso. Ma finchè siamo in reparti come latticini, frutta, verduril teatrino è ancora sopportabile benchè estenuante nella sua ripetitività. E’ quando entriamo nel settore del pane, sostitutivi del pane, merendine e altro che il livello dello scontro si alza.
- Mamma! qui c’è lo strutto!
- E allora?
- Mamma!….. Mangeresti il grasso di un povero animale?
- Mamma! Leggi!…. Grassi animali!
- Ma son pochi!
- Sempre animali sono!
E così tra lai e bai e i miei guaiti si riesce a comprare il pane per arrivare al top….. Il reparto carni!
- Aaaaaah!!!! ….. Cadaaaveriiiii! …… Mamma!!…. Non toccherai i cadaveri???
Urla la leggiadra sorella. Eh, si!….. Perchè tra le tante manie, battaglie ideologiche e non, la leggiadra sorella è anche vegetariana e animalista convinta. Per lei la mela preferita non è quella piu’ grossa e succosa ma quella con il vermino dentro che, tolto con una delicatezza pari a quella con cui si maneggia un antico papiro, viene portato in giardono e guardato con occhi commossi mentre striscia incontro alla libertà ritrovata!
Ma in casa mio padre ed io non desistiamo per cui insistiamo nel nostro atteggiamento di divoratori di cadaveri animali ( Cannibali! ….. Siete peggio dei cannibali! ), mia madre pure anche se con piu’ moderazione: lei ci prova ma la gola alla fine puote piu’ dell’ideologia!
Ma torniamo a noi!
Giunti quindi al settore carni e pesce scoppia il dramma vero e proprio con delle scene madri che coinvolgono tutti i poveretti presenti nel reparto in quel momento e che mi fanno ogni volta desiderare di sprofondare mille chilometri sottoterra.
- Signore!…. Non vorrà mica avere un cadavere di pollo nel frigo, vero?
- No, Signorì! ….. Se non ci stanno le patate!
- Ma è un cadavere!…. Lei sta prendendo un cadavere!
- E meno male, Signorì, vivo non lo mangio mica!
Imperturbabile mia madre continua a fare la filaper comprare il pollo alla diavola. Come nulla fosse assiste ai comizi della leggiadra figlia che arringa le folle inseguendole tra il reparto delle salsiccie, a quello delle costolette fino a quello del pesce e del pollame
- Cadaveri!…. Non siate complici!…. Fermiamo la mattanza!…. Basta agli assassinii indiscriminati dei polli!…. Libertà per gli agnellini!…… Signora! Il coniglio?….. Come racconterà la favola di Bambi a suo nipote?
- Signorì, lei è tanto bellina ma tanto so’ morti sa?
-Signorì, è mio nipote che gli piace il coniglio!
- Signorì, che la vuole una bella cotoletta?
Io nel frattempo fingo un interesse incredibile per i salumi, piu’ quella urla piu’ io mi piego verso i salumi, piu’ quella inneggia alla libertà animale, piu’ io infilo la faccia tra le confezioni di salumi come se stessi ricercando chissà cosa
- Signore….. scusi!….. Lo mangia tutto lei il prosciutto o posso prenderne una confezione pure io?
Mi ritraggo di botto farfugliando generiche scuse verso la signora che mi ha parlato per poi occhieggiare con fare omicida la leggiadra sorella che, dopo aver fatto gli occhi dolci al garzone di turno, arringa le folle su un palco improvvisato fatto di cassette vuote della frutta. Le signore ridono divertite e comentano, mia madre continua imperterrita nelle varie file, io fingo di non conoscerle e mi vergogno come un ladro.
Peccato, però, che noi si vada sempre nello stesso ipermercato per cui le maestranze ci conoscono tutti, direttore compreso che per giunta è un venticinquenne di cui si sospetta abbia un debole neanche tanto velato per la mia debosciata sorella.
Così tra un comizio e l’altro dopo ben tre ore e mezza di delirio onirico, finalmente ci approprincuiamo alle casse. La diletta madre passa il tempo a rimestare nella borsa alla ricerca di bancomat e tessera soci coop che ti da diritto a vari ed eventuali sconti. Al solito li trova sempre alla fine, quando la signorina ha già battuto tutta la spesa del carrello e io sono ormai sicuro che faremo anche quella figura barbina e già sono lì che fremo. Ma io sono un uomo di poca fede perchè mia madre puntualmente sconfessa la mia paura tirando fuori, con fare ilare, le tessera da quel black hole che è la sua borsa. Col tempo sospetto sempre di piu’ che lo faccia apposta per farmi soffrire. Ma non ne ho le prove.
Mia sorella intanto continua con gli strascichi sui diritti dei gamberoni ad avere una vita che non si concluda tragicamente in una pentola.
Pagato il tutto giungiamo all’auto dove infilo e comprimo i vari sacchetti in modo da fuggire via da lì e consegnare all’oblio la tetra giornata.
Ma è quando siamo in macchina che stiamo tornando a casa che inizia sempre da parte materna l’annuncio dell’Apocalisse …
- Uh, ho dimenticato il latte!
…… altri cento metri nel traffico….
-Uh, ho dimenticato la sogliola per tuo padre!
…. ancora altri cento metri ……
- Uh, non ho preso il formaggio grattugiato!
…. altri cinquanta metri poi……. ANNUNCIAZIONE! ANNUNCIAZIONE!!!
- Vabbè, sapete che facciamo? Torniamo domani!